Zinghenésta

Il carnevale a Canale d’Agordo (Belluno)

Comunicati Stampa

Gran Carnevale in Agordino. La Zinghenesta 2017 è Selena De Rocco

Canale d’Agordo (Belluno), 27 febbraio 2017 – Musica, balli e scherzi: questi gli ingredienti della quinta edizione della Zinghenesta, organizzata per il quinto anno da I boce dela Zinghenesta in collaborazione con la Pro Loco di Canale d’Agordo e l’Unione Ladina Val Biois e andata in scena domenica 26 febbraio.
Una cinquantina i partecipanti alla sfilata che ha portato le maschere da Falcade a Canale d’Agordo, passando per Caviola; lungo la strada, sono stati numerosi i bar e gli alberghi che hanno ospitato la rumorosa comitiva, che ha coinvolto nei tradizionali balli i turisti presenti in valle. Impossibile per i curiosi sottrarsi a una foto, a una battuta o a una danza con una delle maschere presenti, da quelle scherzose e dispettose, come il pajazo o i matazin, fino a quelle più spaventose, come il bér.

L’appuntamento più atteso era a Canale d’Agordo, dove la sfilata ha concluso la mattinata sotto la Casa delle Regole. Lì, ad attendere il gruppo, c’era la “Zinghenesta”, la ragazza più bella del paese, il simbolo della freschezza e della primavera che prende il posto dell’inverno: quest’anno, la scelta è caduta su Selena De Rocco, 18enne di Canale d’Agordo, studentessa all’alberghiero di Falcade. Bionda, occhi azzurri, è stata accolta nella piazzetta di Tancon tra gli applausi del pubblico; è toccato proprio alla bellissima Selena aprire le danze, che hanno coinvolto tutti i presenti.
Nel pomeriggio, al termine della sfilata che ha portato il gruppo dalla piazzetta di Tancon alla centralissima Piazza Luciani, c’è stato il processo al Carnevale, seguito da centinaia di persone che hanno riempito il centro del paese. Una commedia che ha coinvolto una decina di figuranti: tante le accuse a carico dell’imputato, che hanno ricordato con ironia le notizie che hanno segnato gli ultimi mesi della valle agordina: dal freddo record che ha fatto ghiacciare anche il gasolio artico alle posizioni dei sindaci sull’accoglienza degli immigrati, fino ai lavori del museo dedicato a Papa Albino Luciani e ai problemi causati dalla frana che per mesi ha reso la vita impossibile agli abitanti di Laste di Rocca Pietore. Davanti a queste accuse, inevitabile la condanna per il Carnevale, condannato all’impiccagione. Dopo il “rompete le righe”, la festa è continuata fino al tardo pomeriggio, sempre accompagnata dalla musica folk e tradizionale.
LE INTERVISTE. Un’edizione, quella 2017, che ha riscosso un ottimo successo, grazie anche alla bella giornata di sole che ha accompagnato l’intera manifestazione: «Ci è sembrato giusto riproporre questa tradizione del nostro paese, una storia che risale a quasi 200 anni fa» spiega Paolo Vedova, de I Boce dela Zinghenesta. «La sentiamo nostra, è una manifestazione che ci coinvolge, e siamo felici di essere riusciti a coinvolgere tutte queste persone oggi. Alla prima edizione eravamo in una decina a sfilare da Falcade a Canale, ed eravamo pochi di più in questa piazza, che oggi invece è piena di agordini e di turisti».
Particolarmente emozionata per il riconoscimento la “zinghenesta” Selena: «Ero a scuola quando mi è arrivato il messaggio che mi diceva che ero io la prescelta di quest’anno. Subito ho pensato “Aiuto, perchè hanno scelto me?”, è stata una bellissima sorpresa».
Nemmeno il tempo di concludere i festeggiamenti che già si lavora al prossimo anno: «Quest’anno siamo riusciti a portare in piazza il triplo delle persone dello scorso anno» commenta Simone Ongaro, de I boce. «Per il 2018 puntiamo ad alzare ancora il numero delle presenze. Stiamo pensando anche a prolungare la festa, creando un “Aspettando la zinghenesta” il giorno prima della sfilata, sempre in piazza a Canale d’Agordo».
In allegato le immagini di Echi – Alessandro Sogne.
Carro che entra nella piazza Luciani

Casa delle regole
Foto di gruppo Zinghenesta
La Zinghenesta 2017 nella casa delle regole
piazza Luciani il pubblico
Sfilata lungo le vie di Canale - gruppo
Sfilata lungo le vie di Caviola
Sfilata lungo vie di Canale
Zinghenesta 2017
zinghenesta 2017-Selena De Rocco

Il 26 febbraio ritorna la Zinghenesta

Canale d’Agordo (Belluno), 22 febbraio 2017 – Agordino in festa domenica 26 febbraio per la Zinghenesta, arrivata alla quinta edizione a cura de “I Boce de la Zinghenesta”.
Intenso il programma della giornata tra le Dolomiti Bellunesi che coinvolgerà, in particolare, tutta la Valle del Biois: la sfilata partirà alle 8 della mattina da Falcade in direzione Caviola e intorno a mezzogiorno giungerà a Canale d’Agordo, nella piazzetta di Tancon, davanti alla Casa delle Regole.
Qui ci sarà uno dei momenti più importanti della giornata: la rivelazione della “Zinghenesta”, cioè della ragazza più bella del paese. Ma nessuna anticipazione sull’identità della misteriosa e bellissima ragazza: «Nel passato veniva scelta dal consiglio dei probiviri e abbiamo rispettato anche noi questa tradizione» spiegano gli organizzatori. «Il suo nome è noto solo a poche persone e resterà un segreto fino a domenica».
Dopo la pausa per il pranzo, la festa riprenderà alle 14 con la sfilata, guidata dalla Zinghenesta, per il centro del paese, lungo “strada vecia” e “strada nova”, fino ad arrivare alle 15 in Piazza Papa Luciani che ospiterà l’evento clou del pomeriggio: il processo al Carnevale. «Sarà una commedia che vedrà sul banco degli imputati un fantoccio raffigurante il Carnevale, con un processo con tanto di giudice e accusatori, e vedremo come andrà a finire» spiegano ancora i giovani dell’organizzazione. Dopo il processo, spazio a festeggiamenti, musica e balli con i personaggi della tradizione.
La manifestazione vede impegnati “I Boce dela Zinghenesta” con la collaborazione della Pro Loco di Canale d’Agordo e l’Union Ladina Val Biois: saranno almeno una cinquantina i figuranti che sfileranno per le strade indossando le maschere di legno tipiche, alcune storiche, altre realizzate da giovani artisti.
«Cinque anni fa abbiamo deciso di riportare alla luce questa tradizione, che tanto ci affascinava e divertiva da bambini» spiegano “i boce”, tutti giovani della valle del Biois tra i 18 e i 30 anni. «Tra gli anni ’90 e il 2000 la manifestazione era organizzata da altri gruppi ma poi tutto si è interrotto.
Nel 2013 siamo riusciti a riportare in vita questo pezzo di storia. È una tradizione secolare, quella della “Zinghenesta”: se ne parla addirittura in un libretto dello storico bellunese Eduardo Casal, intitolato proprio “La Zinghenesta”, scritto nel 1896. Non potevamo far cadere nel dimenticatoio una tradizione così antica».
La manifestazione si svolgerà con qualsiasi condizione meteo. per ulteriori informazioni si può consultare il sito internet www.zinghenesta.it.
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